La fine di una storia

La fine di una storia è arrivata. 

Siamo rimasti da soli, ed anche nello sconforto più totale. Questo è il momento in cui la mente va indietro a rielaborare tutti i momenti alla luce di un finale inaspettato. Forse così speriamo di dare un senso a ciò che è accaduto, con il senno di poi. Questa operazione di revisione, nonostante ci tenga ancora ancorati al passato,  fa benissimo, perchè consente di scorgere, eventualmente, anche l'inizio della fine, cosa che al momento avevamo probabilmente ignorato. Spesso, infatti, i segnali iniziano da molto prima, ma in genere si attribuiscono a tutt'altro. Invece adesso ne avete consapevolezza. E la consapevolezza fa bene! Aiuta a superare il dolore.

I primi tempi in cui siamo soli sono i più duri da affrontare. Tutto ciò che facevamo in compagnia fino al giorno prima, adesso non possiamo farlo più. Non è facile. E se la nostra storia durava da tanto tempo, si erano create di sicuro delle routine che adesso, non ci sono più. Adesso dobbiamo cominciare a destreggiarci in una realtà in cui siamo disorientati Oltre tutto, con la fine di una storia ha termine anche un progetto di vita in cui si era investita una grossa parte di se stessi ed una gran parte di tempo. E' un sogno che finisce senza preavviso e pertanto rischia di scuotere fortemente la nostra identità personale, oltre che la nostra stessa autostima. 
Sentiamo che è morta una parte di noi. Non riusciamo a renderci conto di come sia potuto accadere e stiamo lì a ripensare a tutte le frasi dette, a quelle non dette, a cercare di ricostruire situazioni e sensazioni. Ci vediamo soli e abbiamo pena di noi. Pensiamo che non riusciremo mai più a trovare la persona giusta e che resteremo soli per tutta la vita  
Niente più può confortarci. Il dolore è troppo forte e ha il sopravvento su tutto. Ogni cosa che ci circonda ci riporta ai momenti in cui eravamo in coppia e ci fa soffrire. La mente ci fa impazzire perchè non ci lascia un momento in pace. Vero?
E’ normale che la fine della storia porti dolore. Se soffriamo, significa che ci stiamo rendendo conto che una pagina della nostra storia è finita. La tristezza è normale.
Sapete quale consiglio vi dò?
I primi tempi dobbiamo soffrire!
Pensavate che vi offrissi una soluzione alternativa? Purtroppo non è possibile.
Adesso siamo come un vulcano in eruzione. Secondo voi è meglio aspettare che esca fuori tutta la lava o tappare il cratere? Allora, facciamo liberamente uscire il nostro dolore, non tratteniamo niente!

Quindi, finchè sentiamo che la rabbia o il dolore sono ancora vivi in noi, non pensiamo a come farceli passare. Ignorare il dolore non fa che posporre il problema, che prima o poi si ripresenterà, magari in altra veste.  E fare gli spavaldi e cercare subito un altro partner (della serie "chiodo scaccia chiodo")  è una pessima soluzione. Vi spiegherò perchè in un altro post.

Al momento, la miglior cosa che possiamo fare è soffrire facendo uscire fuori il male che abbiamo dentro. E' molto importante perchè il dolore non espresso, la rabbia non espressa e la tristezza non espressa, rimangono nel corpo e lo intossicano. Per evitare che le tossine rimangano dentro di noi e si trasformino in qualcosa di peggiore, dobbiamo espellerle.
In questa situazione, piangere ci aiuta ad esprimere il sentimento di tristezza che proviamo. Ci fa solo bene. E' un mezzo eccellente per esprimere il dolore. E’ come se piangendo e, comunque soffrendo, il nostro corpo si depurasse. Quindi, anche se vi potrà sembrare strano, ci fa benissimo immergerci nelle nostre lacrime. 
Nel dolore, però,  si rinasce. Una parte di noi è finita, ma un'altra sta già facendo capolino
Per iniziare un altro capitolo della nostra vita, però, dobbiamo chiudere bene quello scritto finora, altrimenti non riusciamo a girare bene pagina.
Come?
Ve lo spiegherò io nei prossimi post.

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